Vita

Giambattista Vico non solo fu un filosofo, ma anche uno storico e un giurista.

Nacque a Napoli il 23 giugno 1668 in una famiglia di umili condizioni: infatti il padre era un povero libraio, mentre la madre era figlia di un lavorante di carrozze. Al tempo il regno di Napoli era tra le città più popolose e prospere d’Europa, grazie alla dominazione spagnola. La ricchezza non era estesa a tutti i cittadini ma solo a un ristretto numero di famiglie, tra le quali non era di certo compresa quella di Vico, considerata al contrario plebea. Nonostante ciò il giovane venne indirizzato fin da subito dalla famiglia a intraprendere gli studi, dapprima presso i Gesuiti e poi da autodidatta, a causa di un incidente causato dalla propria vivacità, che gli provocò una lesione al cranio, e che sembrava averlo condannato a condurre una vita da stolto. Al contrario, ben presto Vico sviluppò interessi in campo giuridico e decise per questo di iscriversi all'Università di Napoli, pur senza frequentare i corsi in ateneo. Preferiva con suoi studi in luoghi appartati e solitari come la biblioteca dei Girolamini. Fu qui che i suoi pensieri mutarono in teorie filosofiche, considerate esemplari sia dai contemporanei che dai posteri. Tanto bene egli seppe auto istruirsi che presto ottenne il ruolo di precettore dei figli del marchese Domenico Rocca e riuscì a vincere il concorso per la cattedra di eloquenza e retorica presso l’Università di Napoli. Morì il 23 gennaio 1744 nella casa paterna, vinto dalla tisi (o forse la tubercolosi), e stimato da intellettuali e lette-rati dell’Europa intera.