Contesto Storico

Vico nacque in un periodo infelice per Napoli, in quanto la corona spagnola governò fino al 1707 in modo improduttivo e incapace, rendendosi anzi protagonista di angherie, furti e una tassazione soffocante che pesava gravemente sulle spalle della popolazione. Fu proprio in questo periodo, per difendere il popolo dalle prepotenze della cattolicissima Corona, che nacque e si affermò il fenomeno della "camorra" in un primo tempo costituitasi come una sorta di loggia o società segreta con fini di mutua assistenza. A contrassegnare quest'epoca vi furono anche numerosi eventi bellici: l'occupazione dei possedimenti pugliesi di Venezia, la spedizione africana a Tunisi e quella a Tripoli celebrata come la vittoria di Lepanto, la spedizione “punitiva” contro il pontefice Paolo IV, e, sul piano difensivo, l'invasione francese respinta nel 1526, e le numerose incursioni dei pirati arabi e turchi.

Anche sul fronte interno vi furono numerosi tentativi di sollevazione popolare, dovuti per lo più all'insostenibile pressione fiscale e ai tentativi di instaurazione dell'Inquisizione; la più celebre e ardita fu quella del 1647, che vide come protagonista Masaniello a capo di una folla a tal punto inferocita che per oltre un anno riuscì a tene-re in scacco i "padroni" spagnoli.

Gli anni successivi al 1707 costituirono un periodo più di transizione, caratterizzato da un viceré austriaco che non lasciò grandi segni sulla storia cittadina. Nel 1734, sul trono di Napoli salì Carlo di Borbone, erede designato della dinastia spagnola, che - a dispetto delle sue ascendenze- da subito improntò il suo regno a una maggiore autonomia rispetto ai due secoli precedenti. Il sovrano attuò una serie di riforme di stampo il-luministico nei settori dell'amministrazione, del fisco, del commercio e in quello militare, dando nuovo impulso per lo sviluppo, nei decenni successivi di attività che ancora oggi caratterizzano il tessuto economico e prodi.