Il Corriere del Sapere

Un giornale dedito alla divulgazione del piacere filosofico che raggruppa pensieri di vari autori dell’epoca.

26 FILOSOFIA Da Corriere del Sapere n.46-NOV. 1692
VERUM ET FACTUM

Stimati lettori,
è la prima volta che scrivo per questo giornale e sono entusiasta di aver avuto questa opportunità. Fin da piccolo avevo l’abitudine di leggerlo grazie a mio padre ,che mi ha tra-mandato la sua passione per la filosofia. È sorprendente quanto dietro alle piccole azioni quotidiane si nascondano motivazioni così profonde; l’esperienza mi ha insegnato che tutti i gesti, anche i più semplici, se visti dall’esterno sembrano privi di significato, che solo una volta approfonditi ci si accorge del grande perché celato dietro essi. Proprio per questo è scorretto giudicare il prossimo, se non si è dotati di una buona quantità di empatia, in quanto non rientra nelle potenzialità dell’uomo conoscere ciò che non si compie. Per esempio, fino a qualche tempo fa giudicavo scorretto il comportamento dei miei amici che nei momenti di bisogno ,mettevano senza scrupolo le mani nelle tasche altrui e dicevo sempre loro: “ A lira fa ‘o ricco, a crianza fa o signor”  anche se in un primo momento sembravano pentirsi, ricadevano sempre nello stesso errore. Anch’io sono colpevole, ora vi dirò perché ma non cambiate idea su di me. Quando ero "nu guagliuncell" persi la testa per "na guagliuncella" che dimorava a Via Toledo. Ella era così raffinata che per conquistarla non sarebbe bastata la solita pizza fritta da La Sordella, punto di incontro di tutti gli scugnizzi a ora di pranzo, ma un loco che fosse all’altezza della sua condizione sociale. Quello che meglio si adattava all’occasione era una locanda che affacciava sul mare di Posillipo, dove era possibile gustare ostriche fresche e caviale; il piano si sarebbe rivelato geniale se solo ci fossero state meno ragnatele nelle mie tasche. Rammaricato dalla consapevolezza della mia miseria, mentre rincasavo vidi cadere dall’anullare di una donna anziana un anello d’oro. Era talmente forte il desiderio della mia amata che predominò sulla mia morale, quindi lo presi e corsi via con il cuore che sembrava uscirmi dal petto. Quel gioiello dal grande valore sarebbe stato la soluzione per il mio problema: avrei potuto impegnarlo al fine di guadagnarne un bel gruzzoletto ed è proprio così che feci. Grazie ai quattrini "assaje" riuscii a conquistare la "guagliuncella". Sebbene raggiante per l’obiettivo raggiunto, sentivo tuttavia incombere su di me il peso del peccato commesso: eppure, continuai, schiavo dell’istinto, a rubare e rubare e rubare per rendere sempre felice la mia donna; fu proprio allora che capii quanto ero stato sciocco a criticare i miei amici senza prima trovarmi nella loro stessa situazione.

GB.V.


26 FILOSOFIA Da corriere del Sapere n.65-MAR. 1693
CORSI E RICORSI STORICI

Stimati lettori,

l’argomento che vi propongo oggi non è altro che una conferma di una teoria esposta in un mio articolo precedente. In questi giorni mi sono accorto che ho perso la forma fisica di un tempo avendo notato che le camicie mi stanno strette e ai pantaloni saltano i bottoni. È che ogni volta che mi prometto di mangiare in modo salutare, cado poi sempre in tentazione. Quando a ora di pranzo torno dalla biblioteca dei Gerolamini, non riesco a resistere all’odore sublime delle pizze fritte della mia adorata Sordella: inutile prendersi in giro, sarà sempre questo il mio punto debole; invano cerco ogni giorno di comprare frutta e verdura ma resto sempre estasiato anche solo nel guardare donna Antonietta impastare con tanta maestria. Sono impossibilitato nel fare la dieta perché molti giorni della settimana porto la mia amata a mangiare fuori e da quel famoso caviale e da quelle famose ostriche siamo passati al raù, a’ muzzarella, o’ cuzzetiell, past e patane, o’ babbà e pure natazzulella ‘e caffè. Fu un giorno come tanti che, cercando di infilarmi i calzari, mi resi conto che questo banale gesto era diventato per me un grande sforzo: presi la decisione di iniziare la dieta e lì per lì pensavo di poter tener testa a un regime alimentare salutare. Proprio quando tutto pareva andare a gonfie vele, tuttavia, caddi per la ennesima volta in errore e divenni vittima, per colpa di un semplice passante, del mio pasto preferito. Quando infatti vidi quell’autentica ghiottoneria in mano a que

l signore mi ritornarono in mente tutti i profumi e i sapori della Sordella e corsi lì, senza pensarci due volte, per poi mangiarmi non meno di sette pizze fritte, e senza neppure l’ombra di un rimorso. È tramite la mia esperienza diretta, cari lettori, che posso affermare e ribadire che la storia umana è caratterizzata da corsi e ricorsi e l’uomo durante la sua vita è destinato a inciampare sempre negli stessi errori. Per quanto mi riguarda, come avrete ormai capito, significa che non riuscirò mai a mantenere il peso forma.

GB.V.