Vita

Filippo Bruno, noto con il nome di Giordano Bruno, è stato un filosofo, scrittore e monaco italiano appartenente all’ordine domenicano. Non esistono molte testimonianze sulla sua vita, e la maggior parte di queste ci sono pervenute grazie a Bruno stesso. Nacque a Nola nel 1548 e imparò a leggere e a scrivere da un prete locale; proseguì quindi gli studi superiori all’Università di Napoli dove apprese lettere, logica e dialettica. A 15 anni prese i voti, non per una vera vocazione quanto per potersi dedicare agli studi della filosofia; rinunciò al nome di Filippo, come imposto dalla regola dominicana, e assunse il nome di Giordano, in onore del beato Giordano di Sassonia. Per lungo tempo visse a Napoli, presso il complesso di San Domenico Maggiore, ove poté dedicarsi agli studi, servendosi della grande ricchezza di testi presenti nella biblioteca del convento; in seguito fu pellegrino in tutta Europa. In Svizzera aderì al Calvinismo, ma al so-lo scopo di ottenere una cattedra universitaria.
Bruno fu in realtà indifferente a tutte le confessioni religiose e l’adesione a nessuna di queste mai pregiudicò in alcun modo le sue convinzioni filosofiche e la libertà di professarle.

Fu cattolico in Italia, calvinista in Svizzera, luterano in Germania. Forse anche a causa di questo suo cambiar sovente di panni, il 23 maggio 1592 fu presentata alla Santa Inquisizione veneziana una denuncia, nella quale il filosofo veniva accusato di blasfemia, di disprezzare la religione, di praticare arti magiche, di credere all’infinità dei mondi e nell’esistenza di creature simili all’uomo che li abitassero.

Arrestato e tratto nelle carceri dell’Inquisizione, in un primo momento si dimostrò disposto a ritrattare le proprie tesi ed abiurare ma poi cambiò idea e per questo fu condannato a morte. La sentenza capitale fu eseguita il 17 febbraio del 1600, allorché Bruno fu condotto nella Piazza Campo de Fiori in Roma ed arso vivo; le sue ceneri furono gettate nel Tevere.