Vita

Giovan Domenico Campanella nacque il 5 settembre 1568 a Stilo, nella Calabria Ulteriore, allora tempo parte del Regno di Napoli; il padre era un ciabattino povero e analfabeta, che non poteva permettersi di mandare i figli a scuola e il ragazzo ascoltava dalla finestra le lezioni del maestro del paese. Nel 1581 la famiglia si trasferì nella vicina Stignano e il padre pensò di mandare il figlio a Napoli, presso un fratello, perché vi studiasse il diritto. In realtà, più per il desiderio di seguire corsi regolari di studi e abbandonare un destino di miseria che per reale vocazione religiosa, Campanella non partì mai per la capi-tale ed entrò invece nell’Ordine domenicano novizio presso il convento di San Giorgio Morgeto, nella vicina Placanica. Qui compì i primi studi e pronunciò i voti già a 15 anni, assumendo il nome di Tomma

Giorgio De Chirico, Le Muse inquietanti (1917) Pinakothek der Moderne, Munchen

so. Si spostò poi a Nicastro per gli studi superiori e a Cosenza, dove affrontò lo studio della teologia. La scoperta del De rerum natura iuxta propria principia di Bernardino Telesio fu una rivelazione e una liberazione insieme, ben distante dall’impostazione scolastica impartitagli dai domenicani. Quelle che dai superiori furono considerate intemperanze gli costarono il trasferimento nel piccolo convento di Altomonte che tuttavia lasciò già nel 1589, trasferendosi a Napoli presso i marchesi del Tufo. La pubblicazione del Philosophia sensibus demonstrata provocò scandalo: un domenicano che non frequenta il convento e rifiuta Aristotele e San Tommaso per Telesio non può essere un buon cattolico.
Anche se non c’era in quel testo alcuna eresia, nel 1591 Campanella è arrestato dalle guardie del nunzio apostolico con l'accusa di pratiche demoniache; per sottrarsi alle limitazioni imposte-gli dal Tribunale ecclesiastico, nel 1592 fra Tommaso fugge a Firenze e poi a Padova, ospite al convento di Sant’Agostino. Qui, tre giorni dopo il suo arrivo, il Padre generale è nottetempo sodomizzato da alcuni frati, senza che egli riesca a identificarli, e perciò, fra i tanti sospettati anche Campanella è messo sott’inchiesta. Rimane tuttavia a Padova, dove incontra Galileo e frequenta il medico-filosofo veneziano Andrea Chiocco.

Vasilij Kandinskij, Utopia in Blu (1925) Guggenheim Museum, New York City

Ma il Sant'Uffizio lo tiene ormai sotto osservazione e a fine 1593 o inizio 1594 nuovamente lo fa arrestare. Liberato a capodanno del 1597 dal confino di Santa Sabina è accurato di eresia da un tal Scipione Prestinace, galeotto in attesa di esecuzione. Arrestato, fugge e si nasconde in casa di amici, ma è tradito, consegnato agli spa-gnoli e rinchiuso in Castel Nuovo, sotto la giurisdizione del Sant'Uffizio che nessun tribunale statale poteva violare, nemmeno nei casi di lesa maestà. Sottoposto al supplizio della corda, risponde cantando o con nonsense fino a essere dichiarato pazzo nel giugno 1601, cosa che lo salva dal patibolo, anche se poi rimane poi tra la vita e la morte per sei mesi. Trascorre 27 anni in prigione a Napoli, scarcerato nel 1626 grazie a Maffeo Barberini, il futuro Urbano VIII, che di persona intercede presso Filippo IV di Spagna. Portato a Roma in custodia al Sant'Uffizio, è in-fine liberato nel 1629. Nel 1634, coinvolto in una cospirazione in Calabria, fugge in Francia ospite nel convento di Saint-Honoré e sotto la protezio-ne di Richelieu. Il suo ultimo scritto sarà un poe-ma che celebra la nascita del futuro Re Sole.