CASTEL NUOVO

Una fortezza che s’affacciasse sul Golfo di Napoli, costruita a partire dal 127, fu fortemente voluta da Carlo I d’Angiò per ovviare alla mancanza di un vero e proprio castello che facesse da guardia alla città; Castel dell’Ovo ( costruito neI primo secolo a.C) risultava una struttura vecchia e inadeguata mentre il più recente Castel Capuano (1160) non godeva di una felice posizione strategica. Il progetto e la costruzione del maniero furono diretti dall’architetto Pierre de Chaule, che portò a compimento l’opera in soli cinque anni, creando non solo una roccaforte ma anche una nuova dimora per i regnanti. Il nomignolo di Maschio Angioino deriva dal fiorentino “mastio” che indicava, in una struttura con più torri, la maggiore e più sicura in caso di attacchi bellici. È oggi quasi impossibile risalire alle originali fattezze medievali della struttura, che ormai mostra un misto di elementi architettonici e stili diversi: intatta sopravvive tuttavia la bella Cappella palatina, risalente al 1307 e di chiara impronta angioina, inglobata nel cuore del bastione. Vi si accede dal cortile tramite un portale rinascimentale in marmo sormontato da un rosone vetrato, mentre la parete di fondo affaccia sull’odierna via Marina. Restaurata in gran parte già nel XV secolo per alcuni danni subiti a causa del terremoto del 1456, all’interno presenta una tipica struttura medievale con strette finestre gotiche che illuminano la sala e quel che resta dei suoi splendidi capolavori: uno splendi-do ciclo di affreschi, infatti, abbelliva la struttura.

Assieme a pitture ancora visibili attribuite all’artista fiorentino Maso di Banco, documenti atte-stano il passaggio di Giotto che intorno al 1330, ospite della corte di Roberto d’Angiò, dipinse storie del Vecchio e Nuovo Testamento. Il ciclo del maestro e della sua bottega, rara testimonianza di affreschi di così alto valore artistico, fu purtroppo eliminato già nel XV secolo. Nel tempo il Chateau Neuf ha subito notevoli modifiche a opera già dei successori della dinastia angioina.

Già quando nel 1443 Alfonso il Magnanimo d’Aragona prese Napoli, si decise di riordinare tutta la struttura, cingendola di nuove mura difensive e dotandola dello spettacolare arco trionfale all’entrata che celebra, tramite il fregio e le varie altre sculture, il successo di Alfonso e della sua dinastia. È, questa, una delle pietre fondanti del-la storia dell’arte italiana poiché - eretto tra 1453 e 1468 ispirandosi alle simili strutture d’architettura romana e federiciana - segna il passaggio dall’arte gotica a quella d’età moderna.